mercoledì 5 luglio 2017

Il ponte delle "grade" di Porciglia c'è ancora

(6 aprile / 3 luglio 2017) - Lo si sospettava, diciamo che ne eravamo certi, ma che il ponte sotto cui passava il canale Santa Sofia esistesse ancora, sotto largo Meneghetti, e in che condizioni fosse, andava verificato. Ne abbiamo avuto l’occasione lo scorso aprile, grazie alla disponibilità di AcegasApsAmga e del Settore Edilizia Pubblica del Comune di Padova, che ci hanno permesso di ispezionarlo per effettuarne il rilievo nell’ambito del “Progetto Padova Sotterranea”, ma anche in funzione dei ragionamenti che si stanno facendo, da parte del Settore e della progettista, l'architetto Patrizia Valle, intorno al restauro del tratto di mura fra Arena e Castelnuovo, le cui tracce qui scompaiono alla vista e andranno in qualche modo rimesse in luce, o segnalate in qualche modo.
Il ponte era infatti parte integrante della cinta cinquecentesca e, sebbene modificato nel corso dei secoli, risale al secondo o terzo decennio del XVI secolo.
Il ponte aveva due arcate, protette da grade, grate scorrevoli verticalmente, in modo analogo al più noto ponte delle gradelle di San Massimo o di quello dei Carmini. Ne è stata ispezionata solo l’arcata orientale, inserita, già all’epoca dell’interramento del canale (1874) nel percorso di una condotta che dal ponte di Santa Sofia si dirama nelle due direzioni, sotto le vie Falloppio a sud e Morgagni a nord. Ma non c’è ragione di escludere che anche l’altra arcata possa essersi conservata, anche se non è chiaro se sia accessibile come questa oppure sia stata completamente interrata. Andrà accertato appena possibile. Intanto, godiamoci la vista di una altro suggestivo angolo della Padova sotterranea. Anche se... non era nato per essere sotterraneo!
È stato emozionante camminare sotto la profonda arcata (oltre 10 m), con la volta, larga 4,60, praticamente intatta. E scoprire che si conserva in perfetto stato, anche se in gran parte nascosta, la ghiera settentrionale in blocchi di trachite, con il bordo sagomato. L’arcata è tamponata ai due imbocchi e si presenta ora come un locale coperto, quasi una casamatta. Nei due tamponamenti si aprono stretti passaggi che danno accesso a due pozzetti, chiusi in superficie da tombini, e alla condotta. Il cui tratto settentrionale, verso il Piovego, è un tubo circolare in cemento, ma a sud è ancora l’elegante tunnel ottocentesco con volta a botte in mattoni, percorribile, stando chini, per centinaia di metri. Nell’arcata del ponte non vi è traccia visibile delle gole in cui scorrevano le grade, forse nascoste dal tamponamento settentrionale, particolarmente spesso.
Diciamo subito che non si tratta di ambienti per i quali si possa al momento prevedere un accesso pubblico, ma documentarli adeguatamente e renderli noti a chi passerà da largo Meneghetti, mediante un tradizionale pannello o un altro espediente tecnologicamente e comunicativamente più aggiornato, se non con l'esposizione diretta, anche parziale,, costituirebbe un importante contributo alla diffusione della conoscenza, non solo del sistema articolato e affascinante costituito dalle mura rinascimentali, ma più in generale della Padova scomparsa, in questo caso della città d’acque che Padova è stata e si spera possa tornare a essere, per quanto ancora possibile, anche attraverso il recupero della memoria.

NOTA: Foto e rilievi effettuati nell'ispezione del 4 aprile 2017 sono stati consegnati sia al Settore Ediliza Pubblica che all’architetto Patrizia Valle. Questo articolo giaceva nel nostro computer da molte settimane. Altri impegni più pressanti ci hanno finora impedito di pubblicarlo. Le indagini in corso per individuare il tracciato delle mura nell’area di Porciglia, richieste dall’architetto Valle, e delle quali vi daremo conto in seguito, ci hanno infine indotto a pubblicarlo, con qualche aggiornamento.

Comitato Mura di Padova e Gruppo Speleologico Padovano CAI
“Progetto Padova Sotterranea”

Per lo stesso articolo sul sito del C.M.: http://bit.ly/2tLqf3S

 




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